1:«S’io ti fiammeggio nel caldo d’amore 2:di là dal modo che ’n terra si vede, 3:sì che del viso tuo vinco il valore, 4:non ti maravigliar, ché ciò procede 5:da perfetto veder, che, come apprende, 6:così nel bene appreso move il piede. 7:Io veggio ben sì come già resplende 8:ne l’intelletto tuo l’etterna luce, 9:che, vista, sola e sempre amore accende; 10:e s’altra cosa vostro amor seduce, 11:non è se non di quella alcun vestigio, 12:mal conosciuto, che quivi traluce. 13:Tu vuo’ saper se con altro servigio, 14:per manco voto, si può render tanto 15:che l’anima sicuri di letigio». 16:Sì cominciò Beatrice questo canto; 17:e sì com’ uom che suo parlar non spezza, 18:continüò così ’l processo santo: 19:«Lo maggior don che Dio per sua larghezza 20:fesse creando, e a la sua bontate 21:più conformato, e quel ch’e’ più apprezza, 22:fu de la volontà la libertate; 23:di che le creature intelligenti, 24:e tutte e sole, fuoro e son dotate. 25:Or ti parrà, se tu quinci argomenti, 26:l’alto valor del voto, s’è sì fatto 27:che Dio consenta quando tu consenti; 28:ché, nel fermar tra Dio e l’omo il patto, 29:vittima fassi di questo tesoro, 30:tal quale io dico; e fassi col suo atto. 31:Dunque che render puossi per ristoro? 32:Se credi bene usar quel c’hai offerto, 33:di maltolletto vuo’ far buon lavoro. 34:Tu se’ omai del maggior punto certo; 35:ma perché Santa Chiesa in ciò dispensa, 36:che par contra lo ver ch’i’ t’ho scoverto, 37:convienti ancor sedere un poco a mensa, 38:però che ’l cibo rigido c’hai preso, 39:richiede ancora aiuto a tua dispensa. 40:Apri la mente a quel ch’io ti paleso 41:e fermalvi entro; ché non fa scïenza, 42:sanza lo ritenere, avere inteso. 43:Due cose si convegnono a l’essenza 44:di questo sacrificio: l’una è quella 45:di che si fa; l’altr’ è la convenenza. 46:Quest’ ultima già mai non si cancella 47:se non servata; e intorno di lei 48:sì preciso di sopra si favella: 49:però necessitato fu a li Ebrei 50:pur l’offerere, ancor ch’alcuna offerta 51:sì permutasse, come saver dei. 52:L’altra, che per materia t’è aperta, 53:puote ben esser tal, che non si falla 54:se con altra materia si converta. 55:Ma non trasmuti carco a la sua spalla 56:per suo arbitrio alcun, sanza la volta 57:e de la chiave bianca e de la gialla; 58:e ogne permutanza credi stolta, 59:se la cosa dimessa in la sorpresa 60:come ’l quattro nel sei non è raccolta. 61:Però qualunque cosa tanto pesa 62:per suo valor che tragga ogne bilancia, 63:sodisfar non si può con altra spesa. 64:Non prendan li mortali il voto a ciancia; 65:siate fedeli, e a ciò far non bieci, 66:come Ieptè a la sua prima mancia; 67:cui più si convenia dicer ‘Mal feci’, 68:che, servando, far peggio; e così stolto 69:ritrovar puoi il gran duca de’ Greci, 70:onde pianse Efigènia il suo bel volto, 71:e fé pianger di sé i folli e i savi 72:ch’udir parlar di così fatto cólto. 73:Siate, Cristiani, a muovervi più gravi: 74:non siate come penna ad ogne vento, 75:e non crediate ch’ogne acqua vi lavi. 76:Avete il novo e ’l vecchio Testamento, 77:e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; 78:questo vi basti a vostro salvamento. 79:Se mala cupidigia altro vi grida, 80:uomini siate, e non pecore matte, 81:sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! 82:Non fate com’ agnel che lascia il latte 83:de la sua madre, e semplice e lascivo 84:seco medesmo a suo piacer combatte!». 85:Così Beatrice a me com’ ïo scrivo; 86:poi si rivolse tutta disïante 87:a quella parte ove ’l mondo è più vivo. 88:Lo suo tacere e ’l trasmutar sembiante 89:puoser silenzio al mio cupido ingegno, 90:che già nuove questioni avea davante; 91:e sì come saetta che nel segno 92:percuote pria che sia la corda queta, 93:così corremmo nel secondo regno. 94:Quivi la donna mia vid’ io sì lieta, 95:come nel lume di quel ciel si mise, 96:che più lucente se ne fé ’l pianeta. 97:E se la stella si cambiò e rise, 98:qual mi fec’ io che pur da mia natura 99:trasmutabile son per tutte guise! 100:Come ’n peschiera ch’è tranquilla e pura 101:traggonsi i pesci a ciò che vien di fori 102:per modo che lo stimin lor pastura, 103:sì vid’ io ben più di mille splendori 104:trarsi ver’ noi, e in ciascun s’udia: 105:«Ecco chi crescerà li nostri amori». 106:E sì come ciascuno a noi venìa, 107:vedeasi l’ombra piena di letizia 108:nel folgór chiaro che di lei uscia. 109:Pensa, lettor, se quel che qui s’inizia 110:non procedesse, come tu avresti 111:di più savere angosciosa carizia; 112:e per te vederai come da questi 113:m’era in disio d’udir lor condizioni, 114:sì come a li occhi mi fur manifesti. 115:«O bene nato a cui veder li troni 116:del trïunfo etternal concede grazia 117:prima che la milizia s’abbandoni, 118:del lume che per tutto il ciel si spazia 119:noi semo accesi; e però, se disii 120:di noi chiarirti, a tuo piacer ti sazia». 121:Così da un di quelli spirti pii 122:detto mi fu; e da Beatrice: «Dì, dì 123:sicuramente, e credi come a dii». 124:«Io veggio ben sì come tu t’annidi 125:nel proprio lume, e che de li occhi il traggi, 126:perch’ e’ corusca sì come tu ridi; 127:ma non so chi tu se’, né perché aggi, 128:anima degna, il grado de la spera 129:che si vela a’ mortai con altrui raggi». 130:Questo diss’ io diritto a la lumera 131:che pria m’avea parlato; ond’ ella fessi 132:lucente più assai di quel ch’ell’ era. 133:Sì come il sol che si cela elli stessi 134:per troppa luce, come ’l caldo ha róse 135:le temperanze d’i vapori spessi, 136:per più letizia sì mi si nascose 137:dentro al suo raggio la figura santa; 138:e così chiusa chiusa mi rispuose 139:nel modo che ’l seguente canto canta.