Divina Commandline is a word search tool for the Divine Comedy.
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136 lines
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1:Nel mezzo del cammin di nostra vita
2:mi ritrovai per una selva oscura
3:ché la diritta via era smarrita.
4:Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
5:esta selva selvaggia e aspra e forte
6:che nel pensier rinova la paura!
7:Tant’ è amara che poco è più morte;
8:ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
9:dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.
10:Io non so ben ridir com’ i’ v’intrai,
11:tant’ era pien di sonno a quel punto
12:che la verace via abbandonai.
13:Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
14:là dove terminava quella valle
15:che m’avea di paura il cor compunto,
16:guardai in alto, e vidi le sue spalle
17:vestite già de’ raggi del pianeta
18:che mena dritto altrui per ogne calle.
19:Allor fu la paura un poco queta
20:che nel lago del cor m’era durata
21:la notte ch’i’ passai con tanta pieta.
22:E come quei che con lena affannata
23:uscito fuor del pelago a la riva
24:si volge a l’acqua perigliosa e guata,
25:così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,
26:si volse a retro a rimirar lo passo
27:che non lasciò già mai persona viva.
28:Poi ch’èi posato un poco il corpo lasso,
29:ripresi via per la piaggia diserta,
30:sì che ’l piè fermo sempre era ’l più basso.
31:Ed ecco, quasi al cominciar de l’erta,
32:una lonza leggera e presta molto,
33:che di pel macolato era coverta;
34:e non mi si partia dinanzi al volto,
35:anzi ’mpediva tanto il mio cammino,
36:ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto.
37:Temp’ era dal principio del mattino,
38:e ’l sol montava ’n sù con quelle stelle
39:ch’eran con lui quando l’amor divino
40:mosse di prima quelle cose belle;
41:sì ch’a bene sperar m’era cagione
42:di quella fiera a la gaetta pelle
43:l’ora del tempo e la dolce stagione;
44:ma non sì che paura non mi desse
45:la vista che m’apparve d’un leone.
46:Questi parea che contra me venisse
47:con la test’ alta e con rabbiosa fame,
48:sì che parea che l’aere ne tremesse.
49:Ed una lupa, che di tutte brame
50:sembiava carca ne la sua magrezza,
51:e molte genti fé già viver grame,
52:questa mi porse tanto di gravezza
53:con la paura ch’uscia di sua vista,
54:ch’io perdei la speranza de l’altezza.
55:E qual è quei che volontieri acquista,
56:e giugne ’l tempo che perder lo face,
57:che ’n tutti suoi pensier piange e s’attrista;
58:tal mi fece la bestia sanza pace,
59:che, venendomi ’ncontro, a poco a poco
60:mi ripigneva là dove ’l sol tace.
61:Mentre ch’i’ rovinava in basso loco,
62:dinanzi a li occhi mi si fu offerto
63:chi per lungo silenzio parea fioco.
64:Quando vidi costui nel gran diserto,
65:«Miserere di me», gridai a lui,
66:«qual che tu sii, od ombra od omo certo!».
67:Rispuosemi: «Non omo, omo già fui,
68:e li parenti miei furon lombardi,
69:mantoani per patrïa ambedui.
70:Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
71:e vissi a Roma sotto ’l buono Augusto
72:nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.
73:Poeta fui, e cantai di quel giusto
74:figliuol d’Anchise che venne di Troia,
75:poi che ’l superbo Ilión fu combusto.
76:Ma tu perché ritorni a tanta noia?
77:perché non sali il dilettoso monte
78:ch’è principio e cagion di tutta gioia?».
79:«Or se’ tu quel Virgilio e quella fonte
80:che spandi di parlar sì largo fiume?»,
81:rispuos’ io lui con vergognosa fronte.
82:«O de li altri poeti onore e lume
83:vagliami ’l lungo studio e ’l grande amore
84:che m’ha fatto cercar lo tuo volume.
85:Tu se’ lo mio maestro e ’l mio autore;
86:tu se’ solo colui da cu’ io tolsi
87:lo bello stilo che m’ha fatto onore.
88:Vedi la bestia per cu’ io mi volsi:
89:aiutami da lei, famoso saggio,
90:ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi».
91:«A te convien tenere altro vïaggio»,
92:rispuose poi che lagrimar mi vide,
93:«se vuo’ campar d’esto loco selvaggio;
94:ché questa bestia, per la qual tu gride,
95:non lascia altrui passar per la sua via,
96:ma tanto lo ’mpedisce che l’uccide;
97:e ha natura sì malvagia e ria,
98:che mai non empie la bramosa voglia,
99:e dopo ’l pasto ha più fame che pria.
100:Molti son li animali a cui s’ammoglia,
101:e più saranno ancora, infin che ’l veltro
102:verrà, che la farà morir con doglia.
103:Questi non ciberà terra né peltro,
104:ma sapïenza, amore e virtute,
105:e sua nazion sarà tra feltro e feltro.
106:Di quella umile Italia fia salute
107:per cui morì la vergine Cammilla,
108:Eurialo e Turno e Niso di ferute.
109:Questi la caccerà per ogne villa,
110:fin che l’avrà rimessa ne lo ’nferno,
111:là onde ’nvidia prima dipartilla.
112:Ond’ io per lo tuo me’ penso e discerno
113:che tu mi segui, e io sarò tua guida,
114:e trarrotti di qui per loco etterno,
115:ove udirai le disperate strida,
116:vedrai li antichi spiriti dolenti,
117:ch’a la seconda morte ciascun grida;
118:e vederai color che son contenti
119:nel foco, perché speran di venire
120:quando che sia a le beate genti.
121:A le quai poi se tu vorrai salire,
122:anima fia a ciò più di me degna:
123:con lei ti lascerò nel mio partire;
124:ché quello imperador che là sù regna,
125:perch’ i’ fu’ ribellante a la sua legge,
126:non vuol che ’n sua città per me si vegna.
127:In tutte parti impera e quivi regge;
128:quivi è la sua città e l’alto seggio:
129:oh felice colui cu’ ivi elegge!».
130:E io a lui: «Poeta, io ti richeggio
131:per quello Dio che tu non conoscesti,
132:acciò ch’io fugga questo male e peggio,
133:che tu mi meni là dov’or dicesti,
134:sì ch’io veggia la porta di san Pietro
135:e color cui tu fai cotanto mesti».
136:Allor si mosse, e io li tenni dietro.