Divina Commandline is a word search tool for the Divine Comedy.
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1:Poi fummo dentro al soglio de la porta
2:che ’l mal amor de l’anime disusa,
3:perché fa parer dritta la via torta,
4:sonando la senti’ esser richiusa;
5:e s’io avesse li occhi vòlti ad essa,
6:qual fora stata al fallo degna scusa?
7:Noi salavam per una pietra fessa,
8:che si moveva e d’una e d’altra parte,
9:sì come l’onda che fugge e s’appressa.
10:«Qui si conviene usare un poco d’arte»,
11:cominciò ’l duca mio, «in accostarsi
12:or quinci, or quindi al lato che si parte».
13:E questo fece i nostri passi scarsi,
14:tanto che pria lo scemo de la luna
15:rigiunse al letto suo per ricorcarsi,
16:che noi fossimo fuor di quella cruna;
17:ma quando fummo liberi e aperti
18:sù dove il monte in dietro si rauna,
19:io stancato e amendue incerti
20:di nostra via, restammo in su un piano
21:solingo più che strade per diserti.
22:Da la sua sponda, ove confina il vano,
23:al piè de l’alta ripa che pur sale,
24:misurrebbe in tre volte un corpo umano;
25:e quanto l’occhio mio potea trar d’ale,
26:or dal sinistro e or dal destro fianco,
27:questa cornice mi parea cotale.
28:Là sù non eran mossi i piè nostri anco,
29:quand’ io conobbi quella ripa intorno
30:che dritto di salita aveva manco,
31:esser di marmo candido e addorno
32:d’intagli sì, che non pur Policleto,
33:ma la natura lì avrebbe scorno.
34:L’angel che venne in terra col decreto
35:de la molt’ anni lagrimata pace,
36:ch’aperse il ciel del suo lungo divieto,
37:dinanzi a noi pareva sì verace
38:quivi intagliato in un atto soave,
39:che non sembiava imagine che tace.
40:Giurato si saria ch’el dicesse ‘ Ave!’ ;
41:perché iv’ era imaginata quella
42:ch’ad aprir l’alto amor volse la chiave;
43:e avea in atto impressa esta favella
44:‘Ecce ancilla Deï’ , propriamente
45:come figura in cera si suggella.
46:«Non tener pur ad un loco la mente»,
47:disse ’l dolce maestro, che m’avea
48:da quella parte onde ’l cuore ha la gente.
49:Per ch’i’ mi mossi col viso, e vedea
50:di retro da Maria, da quella costa
51:onde m’era colui che mi movea,
52:un’altra storia ne la roccia imposta;
53:per ch’ io varcai Virgilio, e fe’mi presso,
54:acciò che fosse a li occhi miei disposta.
55:Era intagliato lì nel marmo stesso
56:lo carro e ’ buoi, traendo l’arca santa,
57:per che si teme officio non commesso.
58:Dinanzi parea gente; e tutta quanta,
59:partita in sette cori, a’ due mie’ sensi
60:faceva dir l’un ‘No’, l’altro ‘Sì, canta’.
61:Similemente al fummo de li ’ncensi
62:che v’era imaginato, li occhi e ’l naso
63:e al sì e al no discordi fensi.
64:Lì precedeva al benedetto vaso,
65:trescando alzato, l’umile salmista,
66:e più e men che re era in quel caso.
67:Di contra, effigïata ad una vista
68:d’un gran palazzo, Micòl ammirava
69:sì come donna dispettosa e trista.
70:I’ mossi i piè del loco dov’ io stava,
71:per avvisar da presso un’altra istoria,
72:che di dietro a Micòl mi biancheggiava.
73:Quiv’ era storïata l’alta gloria
74:del roman principato, il cui valore
75:mosse Gregorio a la sua gran vittoria;
76:i’ dico di Traiano imperadore;
77:e una vedovella li era al freno,
78:di lagrime atteggiata e di dolore.
79:Intorno a lui parea calcato e pieno
80:di cavalieri, e l’aguglie ne l’oro
81:sovr’ essi in vista al vento si movieno.
82:La miserella intra tutti costoro
83:pareva dir: «Segnor, fammi vendetta
84:di mio figliuol ch’è morto, ond’ io m’accoro»;
85:ed elli a lei rispondere: «Or aspetta
86:tanto ch’ i’ torni»; e quella: «Segnor mio»,
87:come persona in cui dolor s’affretta,
88:«se tu non torni?»; ed ei: «Chi fia dov’ io,
89:la ti farà»; ed ella: «L’altrui bene
90:a te che fia, se ’l tuo metti in oblio?»;
91:ond’ elli: «Or ti conforta; ch’ei convene
92:ch’i’ solva il mio dovere anzi ch’i’ mova:
93:giustizia vuole e pietà mi ritene».
94:Colui che mai non vide cosa nova
95:produsse esto visibile parlare,
96:novello a noi perché qui non si trova.
97:Mentr’ io mi dilettava di guardare
98:l’imagini di tante umilitadi,
99:e per lo fabbro loro a veder care,
100:«Ecco di qua, ma fanno i passi radi»,
101:mormorava il poeta, «molte genti:
102:questi ne ’nvïeranno a li alti gradi».
103:Li occhi miei, ch’a mirare eran contenti
104:per veder novitadi ond’ e’ son vaghi,
105:volgendosi ver’ lui non furon lenti.
106:Non vo’ però, lettor, che tu ti smaghi
107:di buon proponimento per udire
108:come Dio vuol che ’l debito si paghi.
109:Non attender la forma del martìre:
110:pensa la succession; pensa ch’al peggio
111:oltre la gran sentenza non può ire.
112:Io cominciai: «Maestro, quel ch’io veggio
113:muovere a noi, non mi sembian persone,
114:e non so che, sì nel veder vaneggio».
115:Ed elli a me: «La grave condizione
116:di lor tormento a terra li rannicchia,
117:sì che ’ miei occhi pria n’ebber tencione.
118:Ma guarda fiso là, e disviticchia
119:col viso quel che vien sotto a quei sassi:
120:già scorger puoi come ciascun si picchia».
121:O superbi cristian, miseri lassi,
122:che, de la vista de la mente infermi,
123:fidanza avete ne’ retrosi passi,
124:non v’accorgete voi che noi siam vermi
125:nati a formar l’angelica farfalla,
126:che vola a la giustizia sanza schermi?
127:Di che l’animo vostro in alto galla,
128:poi siete quasi antomata in difetto,
129:sì come vermo in cui formazion falla?
130:Come per sostentar solaio o tetto,
131:per mensola talvolta una figura
132:si vede giugner le ginocchia al petto,
133:la qual fa del non ver vera rancura
134:nascere ’n chi la vede; così fatti
135:vid’ io color, quando puosi ben cura.
136:Vero è che più e meno eran contratti
137:secondo ch’avien più e meno a dosso;
138:e qual più pazïenza avea ne li atti,
139:piangendo parea dicer: ‘Più non posso’ .