Divina Commandline is a word search tool for the Divine Comedy.
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1:Vago già di cercar dentro e dintorno
2:la divina foresta spessa e viva,
3:ch’a li occhi temperava il novo giorno,
4:sanza più aspettar, lasciai la riva,
5:prendendo la campagna lento lento
6:su per lo suol che d’ogne parte auliva.
7:Un’aura dolce, sanza mutamento
8:avere in sé, mi feria per la fronte
9:non di più colpo che soave vento;
10:per cui le fronde, tremolando, pronte
11:tutte quante piegavano a la parte
12:u’ la prim’ ombra gitta il santo monte;
13:non però dal loro esser dritto sparte
14:tanto, che li augelletti per le cime
15:lasciasser d’operare ogne lor arte;
16:ma con piena letizia l’ore prime,
17:cantando, ricevieno intra le foglie,
18:che tenevan bordone a le sue rime,
19:tal qual di ramo in ramo si raccoglie
20:per la pineta in su ’l lito di Chiassi,
21:quand’ Ëolo scilocco fuor discioglie.
22:Già m’avean trasportato i lenti passi
23:dentro a la selva antica tanto, ch’io
24:non potea rivedere ond’ io mi ’ntrassi;
25:ed ecco più andar mi tolse un rio,
26:che ’nver’ sinistra con sue picciole onde
27:piegava l’erba che ’n sua ripa uscìo.
28:Tutte l’acque che son di qua più monde,
29:parrieno avere in sé mistura alcuna
30:verso di quella, che nulla nasconde,
31:avvegna che si mova bruna bruna
32:sotto l’ombra perpetüa, che mai
33:raggiar non lascia sole ivi né luna.
34:Coi piè ristetti e con li occhi passai
35:di là dal fiumicello, per mirare
36:la gran varïazion d’i freschi mai;
37:e là m’apparve, sì com’ elli appare
38:subitamente cosa che disvia
39:per maraviglia tutto altro pensare,
40:una donna soletta che si gia
41:e cantando e scegliendo fior da fiore
42:ond’ era pinta tutta la sua via.
43:«Deh, bella donna, che a’ raggi d’amore
44:ti scaldi, s’i’ vo’ credere a’ sembianti
45:che soglion esser testimon del core,
46:vegnati in voglia di trarreti avanti»,
47:diss’ io a lei, «verso questa rivera,
48:tanto ch’io possa intender che tu canti.
49:Tu mi fai rimembrar dove e qual era
50:Proserpina nel tempo che perdette
51:la madre lei, ed ella primavera».
52:Come si volge, con le piante strette
53:a terra e intra sé, donna che balli,
54:e piede innanzi piede a pena mette,
55:volsesi in su i vermigli e in su i gialli
56:fioretti verso me, non altrimenti
57:che vergine che li occhi onesti avvalli;
58:e fece i prieghi miei esser contenti,
59:sì appressando sé, che ’l dolce suono
60:veniva a me co’ suoi intendimenti.
61:Tosto che fu là dove l’erbe sono
62:bagnate già da l’onde del bel fiume,
63:di levar li occhi suoi mi fece dono.
64:Non credo che splendesse tanto lume
65:sotto le ciglia a Venere, trafitta
66:dal figlio fuor di tutto suo costume.
67:Ella ridea da l’altra riva dritta,
68:trattando più color con le sue mani,
69:che l’alta terra sanza seme gitta.
70:Tre passi ci facea il fiume lontani;
71:ma Elesponto, là ’ve passò Serse,
72:ancora freno a tutti orgogli umani,
73:più odio da Leandro non sofferse
74:per mareggiare intra Sesto e Abido,
75:che quel da me perch’ allor non s’aperse.
76:«Voi siete nuovi, e forse perch’ io rido»,
77:cominciò ella, «in questo luogo eletto
78:a l’umana natura per suo nido,
79:maravigliando tienvi alcun sospetto;
80:ma luce rende il salmo Delectasti,
81:che puote disnebbiar vostro intelletto.
82:E tu che se’ dinanzi e mi pregasti,
83:dì s’altro vuoli udir; ch’i’ venni presta
84:ad ogne tua question tanto che basti».
85:«L’acqua», diss’ io, «e ’l suon de la foresta
86:impugnan dentro a me novella fede
87:di cosa ch’io udi’ contraria a questa».
88:Ond’ ella: «Io dicerò come procede
89:per sua cagion ciò ch’ammirar ti face,
90:e purgherò la nebbia che ti fiede.
91:Lo sommo Ben, che solo esso a sé piace,
92:fé l’uom buono e a bene, e questo loco
93:diede per arr’ a lui d’etterna pace.
94:Per sua difalta qui dimorò poco;
95:per sua difalta in pianto e in affanno
96:cambiò onesto riso e dolce gioco.
97:Perché ’l turbar che sotto da sé fanno
98:l’essalazion de l’acqua e de la terra,
99:che quanto posson dietro al calor vanno,
100:a l’uomo non facesse alcuna guerra,
101:questo monte salìo verso ’l ciel tanto,
102:e libero n’è d’indi ove si serra.
103:Or perché in circuito tutto quanto
104:l’aere si volge con la prima volta,
105:se non li è rotto il cerchio d’alcun canto,
106:in questa altezza ch’è tutta disciolta
107:ne l’aere vivo, tal moto percuote,
108:e fa sonar la selva perch’ è folta;
109:e la percossa pianta tanto puote,
110:che de la sua virtute l’aura impregna
111:e quella poi, girando, intorno scuote;
112:e l’altra terra, secondo ch’è degna
113:per sé e per suo ciel, concepe e figlia
114:di diverse virtù diverse legna.
115:Non parrebbe di là poi maraviglia,
116:udito questo, quando alcuna pianta
117:sanza seme palese vi s’appiglia.
118:E saper dei che la campagna santa
119:dove tu se’, d’ogne semenza è piena,
120:e frutto ha in sé che di là non si schianta.
121:L’acqua che vedi non surge di vena
122:che ristori vapor che gel converta,
123:come fiume ch’acquista e perde lena;
124:ma esce di fontana salda e certa,
125:che tanto dal voler di Dio riprende,
126:quant’ ella versa da due parti aperta.
127:Da questa parte con virtù discende
128:che toglie altrui memoria del peccato;
129:da l’altra d’ogne ben fatto la rende.
130:Quinci Letè; così da l’altro lato
131:Eünoè si chiama, e non adopra
132:se quinci e quindi pria non è gustato:
133:a tutti altri sapori esto è di sopra.
134:E avvegna ch’assai possa esser sazia
135:la sete tua perch’ io più non ti scuopra,
136:darotti un corollario ancor per grazia;
137:né credo che ’l mio dir ti sia men caro,
138:se oltre promession teco si spazia.
139:Quelli ch’anticamente poetaro
140:l’età de l’oro e suo stato felice,
141:forse in Parnaso esto loco sognaro.
142:Qui fu innocente l’umana radice;
143:qui primavera sempre e ogne frutto;
144:nettare è questo di che ciascun dice».
145:Io mi rivolsi ’n dietro allora tutto
146:a’ miei poeti, e vidi che con riso
147:udito avëan l’ultimo costrutto;
148:poi a la bella donna torna’ il viso.