Divina Commandline is a word search tool for the Divine Comedy.
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1:Lo giorno se n’andava, e l’aere bruno
2:toglieva li animai che sono in terra
3:da le fatiche loro; e io sol uno
4:m’apparecchiava a sostener la guerra
5:sì del cammino e sì de la pietate,
6:che ritrarrà la mente che non erra.
7:O muse, o alto ingegno, or m’aiutate;
8:o mente che scrivesti ciò ch’io vidi,
9:qui si parrà la tua nobilitate.
10:Io cominciai: «Poeta che mi guidi,
11:guarda la mia virtù s’ell’ è possente,
12:prima ch’a l’alto passo tu mi fidi.
13:Tu dici che di Silvïo il parente,
14:corruttibile ancora, ad immortale
15:secolo andò, e fu sensibilmente.
16:Però, se l’avversario d’ogne male
17:cortese i fu, pensando l’alto effetto
18:ch’uscir dovea di lui e ’l chi e ’l quale
19:non pare indegno ad omo d’intelletto;
20:ch’e’ fu de l’alma Roma e di suo impero
21:ne l’empireo ciel per padre eletto:
22:la quale e ’l quale, a voler dir lo vero,
23:fu stabilita per lo loco santo
24:u’ siede il successor del maggior Piero.
25:Per quest’ andata onde li dai tu vanto,
26:intese cose che furon cagione
27:di sua vittoria e del papale ammanto.
28:Andovvi poi lo Vas d’elezïone,
29:per recarne conforto a quella fede
30:ch’è principio a la via di salvazione.
31:Ma io, perché venirvi? o chi ’l concede?
32:Io non Enëa, io non Paulo sono;
33:me degno a ciò né io né altri ’l crede.
34:Per che, se del venire io m’abbandono,
35:temo che la venuta non sia folle.
36:Se’ savio; intendi me’ ch’i’ non ragiono».
37:E qual è quei che disvuol ciò che volle
38:e per novi pensier cangia proposta,
39:sì che dal cominciar tutto si tolle,
40:tal mi fec’ ïo ’n quella oscura costa,
41:perché, pensando, consumai la ’mpresa
42:che fu nel cominciar cotanto tosta.
43:«S’i’ ho ben la parola tua intesa»,
44:rispuose del magnanimo quell’ ombra;
45:«l’anima tua è da viltade offesa;
46:la qual molte fïate l’ omo ingombra
47:sì che d’onrata impresa lo rivolve,
48:come falso veder bestia quand’ ombra.
49:Da questa tema acciò che tu ti solve,
50:dirotti perch’ io venni e quel ch’io ’ntesi
51:nel primo punto che di te mi dolve.
52:Io era tra color che son sospesi,
53:e donna mi chiamò beata e bella,
54:tal che di comandare io la richiesi.
55:Lucevan li occhi suoi più che la stella;
56:e cominciommi a dir soave e piana,
57:con angelica voce, in sua favella:
58:“O anima cortese mantoana,
59:di cui la fama ancor nel mondo dura,
60:e durerà quanto ’l mondo lontana,
61:l’amico mio, e non de la ventura,
62:ne la diserta piaggia è impedito
63:sì nel cammin, che volt’ è per paura;
64:e temo che non sia già sì smarrito,
65:ch’io mi sia tardi al soccorso levata,
66:per quel ch’i’ ho di lui nel cielo udito.
67:Or movi, e con la tua parola ornata
68:e con ciò c’ha mestieri al suo campare,
69:l’aiuta, sì ch’i’ ne sia consolata.
70:I’ son Beatrice che ti faccio andare;
71:vegno del loco ove tornar disio;
72:amor mi mosse, che mi fa parlare.
73:Quando sarò dinanzi al segnor mio,
74:di te mi loderò sovente a lui”.
75:Tacette allora, e poi comincia’ io:
76:“O donna di virtù, sola per cui
77:l’umana spezie eccede ogne contento
78:di quel ciel c’ha minor li cerchi sui,
79:tanto m’aggrada il tuo comandamento,
80:che l’ubidir, se già fosse, m’è tardi;
81:più non t’è uo’ ch’aprirmi il tuo talento.
82:Ma dimmi la cagion che non ti guardi
83:de lo scender qua giuso in questo centro
84:de l’ampio loco ove tornar tu ardi”.
85:“Da che tu vuo’ saver cotanto a dentro,
86:dirotti brievemente”, mi rispuose,
87:“perch’ i’ non temo di venir qua entro.
88:Temer si dee di sole quelle cose
89:c’hanno potenza di fare altrui male;
90:de l’altre no, ché non son paurose.
91:I’ son fatta da Dio, sua mercé, tale,
92:che la vostra miseria non mi tange,
93:né fiamma d’esto ’ncendio non m’assale.
94:Donna è gentil nel ciel che si compiange
95:di questo ’mpedimento ov’ io ti mando,
96:sì che duro giudicio là sù frange.
97:Questa chiese Lucia in suo dimando
98:e disse: — Or ha bisogno il tuo fedele
99:di te, e io a te lo raccomando -.
100:Lucia, nimica di ciascun crudele,
101:si mosse, e venne al loco dov’ i’ era,
102:che mi sedea con l’antica Rachele.
103:Disse: — Beatrice, loda di Dio vera,
104:ché non soccorri quei che t’amò tanto,
105:ch’uscì per te de la volgare schiera?
106: Non odi tu la pieta del suo pianto,
107:non vedi tu la morte che ’l combatte
108:su la fiumana ove ’l mar non ha vanto? -.
109:Al mondo non fur mai persone ratte
110:a far lor pro o a fuggir lor danno,
111:com’ io, dopo cotai parole fatte,
112:venni qua giù del mio beato scanno,
113:fidandomi del tuo parlare onesto,
114:ch’onora te e quei ch’udito l’hanno”.
115:Poscia che m’ebbe ragionato questo,
116:li occhi lucenti lacrimando volse,
117:per che mi fece del venir più presto.
118: E venni a te così com’ ella volse;
119:d’inanzi a quella fiera ti levai
120:che del bel monte il corto andar ti tolse.
121:Dunque: che è? perché, perché restai,
122:perché tanta viltà nel core allette,
123:perché ardire e franchezza non hai,
124:poscia che tai tre donne benedette
125:curan di te ne la corte del cielo,
126:e ‘l mio parlar tanto ben ti promette?».
127:Quali fioretti dal notturno gelo
128:chinati e chiusi, poi che ’l sol li ’mbianca
129:si drizzan tutti aperti in loro stelo,
130:tal mi fec’ io di mia virtude stanca,
131:e tanto buono ardire al cor mi corse,
132:ch’i’ cominciai come persona franca:
133:«Oh pietosa colei che mi soccorse!
134:e te cortese ch’ubidisti tosto
135:a le vere parole che ti porse!
136:Tu m’hai con disiderio il cor disposto
137:sì al venir con le parole tue,
138:ch’i’ son tornato nel primo proposto.
139:Or va, ch’un sol volere è d’ambedue:
140:tu duca, tu segnore, e tu maestro».
141:Così li dissi; e poi che mosso fue,
142:intrai per lo cammino alto e silvestro.