Divina Commandline is a word search tool for the Divine Comedy.
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1:Benigna volontade in che si liqua
2:sempre l’amor che drittamente spira,
3:come cupidità fa ne la iniqua,
4:silenzio puose a quella dolce lira,
5:e fece quïetar le sante corde
6:che la destra del cielo allenta e tira.
7:Come saranno a’ giusti preghi sorde
8:quelle sustanze che, per darmi voglia
9:ch’io le pregassi, a tacer fur concorde?
10:Bene è che sanza termine si doglia
11:chi, per amor di cosa che non duri
12:etternalmente, quello amor si spoglia.
13:Quale per li seren tranquilli e puri
14:discorre ad ora ad or sùbito foco,
15:movendo li occhi che stavan sicuri,
16:e pare stella che tramuti loco,
17:se non che da la parte ond’ e’ s’accende
18:nulla sen perde, ed esso dura poco:
19:tale dal corno che ’n destro si stende
20:a piè di quella croce corse un astro
21:de la costellazion che lì resplende;
22:né si partì la gemma dal suo nastro,
23:ma per la lista radïal trascorse,
24:che parve foco dietro ad alabastro.
25:Sì pïa l’ombra d’Anchise si porse,
26:se fede merta nostra maggior musa,
27:quando in Eliso del figlio s’accorse.
28:«O sanguis meus, o superinfusa
29:gratïa Deï, sicut tibi cui
30:bis unquam celi ianüa reclusa?».
31:Così quel lume: ond’ io m’attesi a lui;
32:poscia rivolsi a la mia donna il viso,
33:e quinci e quindi stupefatto fui;
34:ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso
35:tal, ch’io pensai co’ miei toccar lo fondo
36:de la mia gloria e del mio paradiso.
37:Indi, a udire e a veder giocondo,
38:giunse lo spirto al suo principio cose,
39:ch’io non lo ’ntesi, sì parlò profondo;
40:né per elezïon mi si nascose,
41:ma per necessità, ché ’l suo concetto
42:al segno d’i mortal si soprapuose.
43:E quando l’arco de l’ardente affetto
44:fu sì sfogato, che ’l parlar discese
45:inver’ lo segno del nostro intelletto,
46:la prima cosa che per me s’intese,
47:«Benedetto sia tu», fu, «trino e uno,
48:che nel mio seme se’ tanto cortese!».
49:E seguì: «Grato e lontano digiuno,
50:tratto leggendo del magno volume
51:du’ non si muta mai bianco né bruno,
52:solvuto hai, figlio, dentro a questo lume
53:in ch’io ti parlo, mercè di colei
54:ch’a l’alto volo ti vestì le piume.
55:Tu credi che a me tuo pensier mei
56:da quel ch’è primo, così come raia
57:da l’un, se si conosce, il cinque e ’l sei;
58:e però ch’io mi sia e perch’ io paia
59:più gaudïoso a te, non mi domandi,
60:che alcun altro in questa turba gaia.
61:Tu credi ’l vero; ché i minori e ’ grandi
62:di questa vita miran ne lo speglio
63:in che, prima che pensi, il pensier pandi;
64:ma perché ’l sacro amore in che io veglio
65:con perpetüa vista e che m’asseta
66:di dolce disïar, s’adempia meglio,
67:la voce tua sicura, balda e lieta
68:suoni la volontà, suoni ’l disio,
69:a che la mia risposta è già decreta!».
70:Io mi volsi a Beatrice, e quella udio
71:pria ch’io parlassi, e arrisemi un cenno
72:che fece crescer l’ali al voler mio.
73:Poi cominciai così: «L’affetto e ’l senno,
74:come la prima equalità v’apparse,
75:d’un peso per ciascun di voi si fenno,
76:però che ’l sol che v’allumò e arse,
77:col caldo e con la luce è sì iguali,
78:che tutte simiglianze sono scarse.
79:Ma voglia e argomento ne’ mortali,
80:per la cagion ch’a voi è manifesta,
81:diversamente son pennuti in ali;
82:ond’ io, che son mortal, mi sento in questa
83:disagguaglianza, e però non ringrazio
84:se non col core a la paterna festa.
85:Ben supplico io a te, vivo topazio
86:che questa gioia prezïosa ingemmi,
87:perché mi facci del tuo nome sazio».
88:«O fronda mia in che io compiacemmi
89:pur aspettando, io fui la tua radice»:
90:cotal principio, rispondendo, femmi.
91:Poscia mi disse: «Quel da cui si dice
92:tua cognazione e che cent’ anni e piùe
93:girato ha ’l monte in la prima cornice,
94:mio figlio fu e tuo bisavol fue:
95:ben si convien che la lunga fatica
96:tu li raccorci con l’opere tue.
97:Fiorenza dentro da la cerchia antica,
98:ond’ ella toglie ancora e terza e nona,
99:si stava in pace, sobria e pudica.
100:Non avea catenella, non corona,
101:non gonne contigiate, non cintura
102:che fosse a veder più che la persona.
103:Non faceva, nascendo, ancor paura
104:la figlia al padre, che ’l tempo e la dote
105:non fuggien quinci e quindi la misura.
106:Non avea case di famiglia vòte;
107:non v’era giunto ancor Sardanapalo
108:a mostrar ciò che ’n camera si puote.
109:Non era vinto ancora Montemalo
110:dal vostro Uccellatoio, che, com’ è vinto
111:nel montar sù, così sarà nel calo.
112:Bellincion Berti vid’ io andar cinto
113:di cuoio e d’osso, e venir da lo specchio
114:la donna sua sanza ’l viso dipinto;
115:e vidi quel d’i Nerli e quel del Vecchio
116:esser contenti a la pelle scoperta,
117:e le sue donne al fuso e al pennecchio.
118:Oh fortunate! ciascuna era certa
119:de la sua sepultura, e ancor nulla
120:era per Francia nel letto diserta.
121:L’una vegghiava a studio de la culla,
122:e, consolando, usava l’idïoma
123:che prima i padri e le madri trastulla;
124:l’altra, traendo a la rocca la chioma,
125:favoleggiava con la sua famiglia
126:d’i Troiani, di Fiesole e di Roma.
127:Saria tenuta allor tal maraviglia
128:una Cianghella, un Lapo Salterello,
129:qual or saria Cincinnato e Corniglia.
130:A così riposato, a così bello
131:viver di cittadini, a così fida
132:cittadinanza, a così dolce ostello,
133:Maria mi diè, chiamata in alte grida;
134:e ne l’antico vostro Batisteo
135:insieme fui cristiano e Cacciaguida.
136:Moronto fu mio frate ed Eliseo;
137:mia donna venne a me di val di Pado,
138:e quindi il sopranome tuo si feo.
139:Poi seguitai lo ’mperador Currado;
140:ed el mi cinse de la sua milizia,
141:tanto per bene ovrar li venni in grado.
142:Dietro li andai incontro a la nequizia
143:di quella legge il cui popolo usurpa,
144:per colpa d’i pastor, vostra giustizia.
145:Quivi fu’ io da quella gente turpa
146:disviluppato dal mondo fallace,
147:lo cui amor molt’ anime deturpa;
148:e venni dal martiro a questa pace».