Divina Commandline is a word search tool for the Divine Comedy.
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1:Era lo loco ov’ a scender la riva
2:venimmo, alpestro e, per quel che v’er’ anco,
3:tal, ch’ogne vista ne sarebbe schiva.
4:Qual è quella ruina che nel fianco
5:di qua da Trento l’Adice percosse,
6:o per tremoto o per sostegno manco,
7:che da cima del monte, onde si mosse,
8:al piano è sì la roccia discoscesa,
9:ch’alcuna via darebbe a chi sù fosse:
10:cotal di quel burrato era la scesa;
11:e ’n su la punta de la rotta lacca
12:l’infamïa di Creti era distesa
13:che fu concetta ne la falsa vacca;
14:e quando vide noi, sé stesso morse,
15:sì come quei cui l’ira dentro fiacca.
16:Lo savio mio inver’ lui gridò: «Forse
17:tu credi che qui sia ’l duca d’Atene,
18:che sù nel mondo la morte ti porse?
19:Pàrtiti, bestia, ché questi non vene
20:ammaestrato da la tua sorella,
21:ma vassi per veder le vostre pene».
22:Qual è quel toro che si slaccia in quella
23:c’ha ricevuto già ’l colpo mortale,
24:che gir non sa, ma qua e là saltella,
25:vid’io lo Minotauro far cotale;
26:e quello accorto gridò; «Corri al varco:
27:mentre ch’e’ ’nfuria, è buon che tu ti cale».
28:Così prendemmo via giù per lo scarco
29:di quelle pietre, che spesso moviensi
30:sotto i miei piedi per lo novo carco.
31:Io gia pensando; e quei disse: «Tu pensi
32:forse a questa ruina, ch’è guardata
33:da quell’ ira bestial ch’i’ ora spensi.
34:Or vo’ che sappi che l’altra fïata
35:ch’i’ discesi qua giù nel basso inferno,
36:questa roccia non era ancor cascata.
37:Ma certo poco pria, se ben discerno,
38:che venisse colui che la gran preda
39:levò a Dite del cerchio superno,
40:da tutte parti l’alta valle feda
41:tremò sì, ch’i’ pensai che l’universo
42:sentisse amor, per lo qual è chi creda
43:più volte il mondo in caòsso converso;
44:e in quel punto questa vecchia roccia
45:qui e altrove, tal fece riverso.
46:Ma ficca li occhi a valle, ché s’approccia
47:la riviera del sangue in la qual bolle
48:qual che per vïolenza in altrui noccia».
49:Oh cieca cupidigia e ira folle,
50:che sì ci sproni ne la vita corta,
51:e ne l’etterna poi sì mal c’immolle!
52:Io vidi un’ampia fossa in arco torta,
53:come quella che tutto ’l piano abbraccia,
54:secondo ch’avea detto la mia scorta;
55:e tra ’l piè de la ripa ed essa, in traccia
56:corrien centauri, armati di saette,
57:come solien nel mondo andare a caccia.
58:Veggendoci calar, ciascun ristette,
59:e de la schiera tre si dipartiro
60:con archi e asticciuole prima elette;
61:e l’un gridò da lungi: «A qual martiro
62:venite voi che scendete la costa?
63:Ditel costinci; se non, l’arco tiro».
64:Lo mio maestro disse: «La risposta
65:farem noi a Chirón costà di presso:
66:mal fu la voglia tua sempre sì tosta».
67:Poi mi tentò, e disse: «Quelli è Nesso,
68:che morì per la bella Deianira
69:e fé di sé la vendetta elli stesso.
70:E quel di mezzo, ch’al petto si mira,
71:è il gran Chirón, il qual nodrì Achille;
72:quell’ altro è Folo, che fu sì pien d’ira.
73:Dintorno al fosso vanno a mille a mille,
74:saettando qual anima si svelle
75:del sangue più che sua colpa sortille».
76:Noi ci appressammo a quelle fiere isnelle:
77:Chirón prese uno strale, e con la cocca
78:fece la barba in dietro a le mascelle.
79:Quando s’ebbe scoperta la gran bocca,
80:disse a’ compagni: «Siete voi accorti
81:che quel di retro move ciò ch’el tocca?
82:Così non soglion far li piè d’i morti».
83:E ’l mio buon duca, che già li er’ al petto,
84:dove le due nature son consorti,
85:rispuose: «Ben è vivo, e sì soletto
86:mostrar li mi convien la valle buia;
87:necessità ’l ci ’nduce, e non diletto.
88:Tal si partì da cantare alleluia
89:che mi commise quest’ officio novo:
90:non è ladron, né io anima fuia.
91:Ma per quella virtù per cu’ io movo
92:li passi miei per sì selvaggia strada,
93:danne un de’ tuoi, a cui noi siamo a provo,
94:e che ne mostri là dove si guada
95:e che porti costui in su la groppa,
96:ché non è spirto che per l’aere vada».
97:Chirón si volse in su la destra poppa,
98:e disse a Nesso: «Torna, e sì li guida,
99:e fa cansar s’altra schiera v’intoppa».
100:Or ci movemmo con la scorta fida
101:lungo la proda del bollor vermiglio,
102:dove i bolliti facieno alte strida.
103:Io vidi gente sotto infino al ciglio;
104:e ’l gran centauro disse: «E’ son tiranni
105:che dier nel sangue e ne l’aver di piglio.
106:Quivi si piangon li spietati danni;
107:quivi è Alessandro, e Dionisio fero,
108:che fé Cicilia aver dolorosi anni.
109:E quella fronte c’ha ’l pel così nero,
110:è Azzolino; e quell’ altro ch’è biondo,
111:è Opizzo da Esti, il qual per vero
112:fu spento dal figliastro sù nel mondo».
113:Allor mi volsi al poeta, e quei disse:
114:«Questi ti sia or primo, e io secondo».
115:Poco più oltre il centauro s’affisse
116:sovr’ una gente che ’nfino a la gola
117:parea che di quel bulicame uscisse.
118:Mostrocci un’ombra da l’un canto sola,
119:dicendo: «Colui fesse in grembo a Dio
120:lo cor che ’n su Tamisi ancor si cola».
121:Poi vidi gente che di fuor del rio
122:tenean la testa e ancor tutto ’l casso;
123:e di costoro assai riconobb’ io.
124:Così a più a più si facea basso
125:quel sangue, sì che cocea pur li piedi;
126:e quindi fu del fosso il nostro passo.
127:«Sì come tu da questa parte vedi
128:lo bulicame che sempre si scema»,
129:disse ’l centauro, «voglio che tu credi
130:che da quest’ altra a più a più giù prema
131:lo fondo suo, infin ch’el si raggiunge
132:ove la tirannia convien che gema.
133:La divina giustizia di qua punge
134:quell’ Attila che fu flagello in terra,
135:e Pirro e Sesto; e in etterno munge
136:le lagrime, che col bollor diserra,
137:a Rinier da Corneto, a Rinier Pazzo,
138:che fecero a le strade tanta guerra».
139:Poi si rivolse e ripassossi ’l guazzo.