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130 lines
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1:«Pape Satàn, pape Satàn aleppe!»,
2:cominciò Pluto con la voce chioccia;
3:e quel savio gentil, che tutto seppe,
4:disse per confortarmi: «Non ti noccia
5:la tua paura; ché, poder ch’elli abbia,
6:non ci torrà lo scender questa roccia».
7:Poi si rivolse a quella ’nfiata labbia,
8:e disse: «Taci, maladetto lupo!
9:consuma dentro te con la tua rabbia.
10:Non è sanza cagion l’andare al cupo:
11:vuolsi ne l’alto, là dove Michele
12:fé la vendetta del superbo strupo».
13:Quali dal vento le gonfiate vele
14:caggiono avvolte, poi che l’alber fiacca,
15:tal cadde a terra la fiera crudele.
16:Così scendemmo ne la quarta lacca,
17:pigliando più de la dolente ripa
18:che ’l mal de l’universo tutto insacca.
19:Ahi giustizia di Dio! tante chi stipa
20:nove travaglie e pene quant’ io viddi?
21:e perché nostra colpa sì ne scipa?
22:Come fa l’onda là sovra Cariddi,
23:che si frange con quella in cui s’intoppa,
24:così convien che qui la gente riddi.
25:Qui vid’ i’ gente più ch’altrove troppa,
26:e d’una parte e d’altra, con grand’ urli,
27:voltando pesi per forza di poppa.
28:Percotëansi ’ncontro; e poscia pur lì
29:si rivolgea ciascun, voltando a retro,
30:gridando: «Perché tieni?» e «Perché burli?».
31:Così tornavan per lo cerchio tetro
32:da ogne mano a l’opposito punto,
33:gridandosi anche loro ontoso metro;
34:poi si volgea ciascun, quand’ era giunto,
35:per lo suo mezzo cerchio a l’altra giostra.
36:E io, ch’avea lo cor quasi compunto,
37:dissi: «Maestro mio, or mi dimostra
38:che gente è questa, e se tutti fuor cherci
39:questi chercuti a la sinistra nostra».
40:Ed elli a me: «Tutti quanti fuor guerci
41:sì de la mente in la vita primaia,
42:che con misura nullo spendio ferci.
43:Assai la voce lor chiaro l’abbaia,
44:quando vegnono a’ due punti del cerchio
45:dove colpa contraria li dispaia.
46:Questi fuor cherci, che non han coperchio
47:piloso al capo, e papi e cardinali,
48:in cui usa avarizia il suo soperchio».
49:E io: «Maestro, tra questi cotali
50:dovre’ io ben riconoscere alcuni
51:che furo immondi di cotesti mali».
52:Ed elli a me: «Vano pensiero aduni:
53:la sconoscente vita che i fé sozzi,
54:ad ogne conoscenza or li fa bruni.
55:In etterno verranno a li due cozzi:
56:questi resurgeranno del sepulcro
57:col pugno chiuso, e questi coi crin mozzi.
58:Mal dare e mal tener lo mondo pulcro
59:ha tolto loro, e posti a questa zuffa:
60:qual ella sia, parole non ci appulcro.
61:Or puoi, figliuol, veder la corta buffa
62:d’i ben che son commessi a la fortuna,
63:per che l’umana gente si rabbuffa;
64:ché tutto l’oro ch’è sotto la luna
65:e che già fu, di quest’ anime stanche
66:non poterebbe farne posare una».
67:«Maestro mio», diss’ io, «or mi dì anche:
68:questa fortuna di che tu mi tocche,
69:che è, che i ben del mondo ha sì tra branche?».
70:E quelli a me: «Oh creature sciocche,
71:quanta ignoranza è quella che v’offende!
72:Or vo’ che tu mia sentenza ne ’mbocche.
73:Colui lo cui saver tutto trascende,
74:fece li cieli e diè lor chi conduce
75:sì, ch’ogne parte ad ogne parte splende,
76:distribuendo igualmente la luce.
77:Similemente a li splendor mondani
78:ordinò general ministra e duce
79:che permutasse a tempo li ben vani
80:di gente in gente e d’uno in altro sangue,
81:oltre la difension d’i senni umani;
82:per ch’una gente impera e l’altra langue,
83:seguendo lo giudicio di costei,
84:che è occulto come in erba l’angue.
85:Vostro saver non ha contasto a lei:
86:questa provede, giudica, e persegue
87:suo regno come il loro li altri dèi.
88:Le sue permutazion non hanno triegue:
89:necessità la fa esser veloce;
90:sì spesso vien chi vicenda consegue.
91:Quest’ è colei ch’è tanto posta in croce
92:pur da color che le dovrien dar lode,
93:dandole biasmo a torto e mala voce;
94:ma ella s’è beata e ciò non ode:
95:con l’altre prime creature lieta
96:volve sua spera e beata si gode.
97:Or discendiamo omai a maggior pieta;
98:già ogne stella cade che saliva
99:quand’ io mi mossi, e ’l troppo star si vieta».
100:Noi ricidemmo il cerchio a l’altra riva
101:sovr’ una fonte che bolle e riversa
102:per un fossato che da lei deriva.
103:L’acqua era buia assai più che persa;
104:e noi, in compagnia de l’onde bige,
105:intrammo giù per una via diversa.
106:In la palude va c’ha nome Stige
107:questo tristo ruscel, quand’ è disceso
108:al piè de le maligne piagge grige.
109:E io, che di mirare stava inteso,
110:vidi genti fangose in quel pantano,
111:ignude tutte, con sembiante offeso.
112:Queste si percotean non pur con mano,
113:ma con la testa e col petto e coi piedi,
114:troncandosi co’ denti a brano a brano.
115:Lo buon maestro disse: «Figlio, or vedi
116:l’anime di color cui vinse l’ira;
117:e anche vo’ che tu per certo credi
118:che sotto l’acqua è gente che sospira,
119:e fanno pullular quest’ acqua al summo,
120:come l’occhio ti dice, u’ che s’aggira.
121:Fitti nel limo dicon: “Tristi fummo
122:ne l’aere dolce che dal sol s’allegra,
123:portando dentro accidïoso fummo:
124:or ci attristiam ne la belletta negra”.
125:Quest’ inno si gorgoglian ne la strozza,
126:ché dir nol posson con parola integra».
127:Così girammo de la lorda pozza
128:grand’ arco tra la ripa secca e ’l mézzo,
129:con li occhi vòlti a chi del fango ingozza.
130:Venimmo al piè d’una torre al da sezzo.