Divina Commandline is a word search tool for the Divine Comedy.
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145 lines
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1:«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
2:umile e alta più che creatura,
3:termine fisso d’etterno consiglio,
4:tu se’ colei che l’umana natura
5:nobilitasti sì, che ’l suo fattore
6:non disdegnò di farsi sua fattura.
7:Nel ventre tuo si raccese l’amore,
8:per lo cui caldo ne l’etterna pace
9:così è germinato questo fiore.
10:Qui se’ a noi meridïana face
11:di caritate, e giuso, intra ’ mortali,
12:se’ di speranza fontana vivace.
13:Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
14:che qual vuol grazia e a te non ricorre,
15:sua disïanza vuol volar sanz’ ali.
16:La tua benignità non pur soccorre
17:a chi domanda, ma molte fïate
18:liberamente al dimandar precorre.
19:In te misericordia, in te pietate,
20:in te magnificenza, in te s’aduna
21:quantunque in creatura è di bontate.
22:Or questi, che da l’infima lacuna
23:de l’universo infin qui ha vedute
24:le vite spiritali ad una ad una,
25:supplica a te, per grazia, di virtute
26:tanto, che possa con li occhi levarsi
27:più alto verso l’ultima salute.
28:E io, che mai per mio veder non arsi
29:più ch’i’ fo per lo suo, tutti miei prieghi
30:ti porgo, e priego che non sieno scarsi,
31:perché tu ogne nube li disleghi
32:di sua mortalità co’ prieghi tuoi,
33:sì che ’l sommo piacer li si dispieghi.
34:Ancor ti priego, regina, che puoi
35:ciò che tu vuoli, che conservi sani,
36:dopo tanto veder, li affetti suoi.
37:Vinca tua guardia i movimenti umani:
38:vedi Beatrice con quanti beati
39:per li miei prieghi ti chiudon le mani!».
40:Li occhi da Dio diletti e venerati,
41:fissi ne l’orator, ne dimostraro
42:quanto i devoti prieghi le son grati;
43:indi a l’etterno lume s’addrizzaro,
44:nel qual non si dee creder che s’invii
45:per creatura l’occhio tanto chiaro.
46:E io ch’al fine di tutt’ i disii
47:appropinquava, sì com’ io dovea,
48:l’ardor del desiderio in me finii.
49:Bernardo m’accennava, e sorridea,
50:perch’ io guardassi suso; ma io era
51:già per me stesso tal qual ei volea:
52:ché la mia vista, venendo sincera,
53:e più e più intrava per lo raggio
54:de l’alta luce che da sé è vera.
55:Da quinci innanzi il mio veder fu maggio
56:che ’l parlar mostra, ch’a tal vista cede,
57:e cede la memoria a tanto oltraggio.
58:Qual è colüi che sognando vede,
59:che dopo ’l sogno la passione impressa
60:rimane, e l’altro a la mente non riede,
61:cotal son io, ché quasi tutta cessa
62:mia visïone, e ancor mi distilla
63:nel core il dolce che nacque da essa.
64:Così la neve al sol si disigilla;
65:così al vento ne le foglie levi
66:si perdea la sentenza di Sibilla.
67:O somma luce che tanto ti levi
68:da’ concetti mortali, a la mia mente
69:ripresta un poco di quel che parevi,
70:e fa la lingua mia tanto possente,
71:ch’una favilla sol de la tua gloria
72:possa lasciare a la futura gente;
73:ché, per tornare alquanto a mia memoria
74:e per sonare un poco in questi versi,
75:più si conceperà di tua vittoria.
76:Io credo, per l’acume ch’io soffersi
77:del vivo raggio, ch’i’ sarei smarrito,
78:se li occhi miei da lui fossero aversi.
79:E’ mi ricorda ch’io fui più ardito
80:per questo a sostener, tanto ch’i’ giunsi
81:l’aspetto mio col valore infinito.
82:Oh abbondante grazia ond’ io presunsi
83:ficcar lo viso per la luce etterna,
84:tanto che la veduta vi consunsi!
85:Nel suo profondo vidi che s’interna,
86:legato con amore in un volume,
87:ciò che per l’universo si squaderna:
88:sustanze e accidenti e lor costume
89:quasi conflati insieme, per tal modo
90:che ciò ch’i’ dico è un semplice lume.
91:La forma universal di questo nodo
92:credo ch’i’ vidi, perché più di largo,
93:dicendo questo, mi sento ch’i’ godo.
94:Un punto solo m’è maggior letargo
95:che venticinque secoli a la ’mpresa
96:che fé Nettuno ammirar l’ombra d’Argo.
97:Così la mente mia, tutta sospesa,
98:mirava fissa, immobile e attenta,
99:e sempre di mirar faceasi accesa.
100:A quella luce cotal si diventa,
101:che volgersi da lei per altro aspetto
102:è impossibil che mai si consenta;
103:però che ’l ben, ch’è del volere obietto,
104:tutto s’accoglie in lei, e fuor di quella
105:è defettivo ciò ch’è lì perfetto.
106:Omai sarà più corta mia favella,
107:pur a quel ch’io ricordo, che d’un fante
108:che bagni ancor la lingua a la mammella.
109:Non perché più ch’un semplice sembiante
110:fosse nel vivo lume ch’io mirava,
111:che tal è sempre qual s’era davante;
112:ma per la vista che s’avvalorava
113:in me guardando, una sola parvenza,
114:mutandom’ io, a me si travagliava.
115:Ne la profonda e chiara sussistenza
116:de l’alto lume parvermi tre giri
117:di tre colori e d’una contenenza;
118:e l’un da l’altro come iri da iri
119:parea reflesso, e ’l terzo parea foco
120:che quinci e quindi igualmente si spiri.
121:Oh quanto è corto il dire e come fioco
122:al mio concetto! e questo, a quel ch’i’ vidi,
123:è tanto, che non basta a dicer ‘poco’.
124:O luce etterna che sola in te sidi,
125:sola t’intendi, e da te intelletta
126:e intendente te ami e arridi!
127:Quella circulazion che sì concetta
128:pareva in te come lume reflesso,
129:da li occhi miei alquanto circunspetta,
130:dentro da sé, del suo colore stesso,
131:mi parve pinta de la nostra effige:
132:per che ’l mio viso in lei tutto era messo.
133:Qual è ’l geomètra che tutto s’affige
134:per misurar lo cerchio, e non ritrova,
135:pensando, quel principio ond’ elli indige,
136:tal era io a quella vista nova:
137:veder voleva come si convenne
138:l’imago al cerchio e come vi s’indova;
139:ma non eran da ciò le proprie penne:
140:se non che la mia mente fu percossa
141:da un fulgore in che sua voglia venne.
142:A l’alta fantasia qui mancò possa;
143:ma già volgeva il mio disio e ’l velle,
144:sì come rota ch’igualmente è mossa,
145:l’amor che move il sole e l’altre stelle.