diff --git a/comedy-xml.d/purgatorio-complete.xml b/comedy-xml.d/purgatorio-complete.xml index 7186dd6..f88162a 100644 --- a/comedy-xml.d/purgatorio-complete.xml +++ b/comedy-xml.d/purgatorio-complete.xml @@ -258,209 +258,209 @@ per troppa etate divenivan rance. - Noi eravam lunghesso mare ancora, - come gente che pensa a suo cammino, - che va col cuore e col corpo dimora. +  Noi eravam lunghesso mare ancora, +  come gente che pensa a suo cammino, +  che va col cuore e col corpo dimora. - Ed ecco, qual, sorpreso dal mattino, - per li grossi vapor Marte rosseggia - giù nel ponente sovra ’l suol marino, +  Ed ecco, qual, sorpreso dal mattino, +  per li grossi vapor Marte rosseggia +  giù nel ponente sovra ’l suol marino, - cotal m’apparve, s’ io ancor lo veggia, - un lume per lo mar venir ratto, - che ’l muover suo nessun volar pareggia. +  cotal m’apparve, s’ io ancor lo veggia, +  un lume per lo mar venir ratto, +  che ’l muover suo nessun volar pareggia. - Dal qual com’ io un poco ebbi ritratto - l’occhio per domandar lo duca mio, - rividil più lucente e maggior fatto. +  Dal qual com’ io un poco ebbi ritratto +  l’occhio per domandar lo duca mio, +  rividil più lucente e maggior fatto. - Poi d’ogne lato ad esso m’appario - un non sapeva che bianco, e di sotto - a poco a poco un altro a lui uscìo. +  Poi d’ogne lato ad esso m’appario +  un non sapeva che bianco, e di sotto +  a poco a poco un altro a lui uscìo. - Lo mio maestro ancor non facea motto, - mentre che i primi bianchi apparver ali; - allor che ben conobbe il galeotto, +  Lo mio maestro ancor non facea motto, +  mentre che i primi bianchi apparver ali; +  allor che ben conobbe il galeotto, - gridò: ««Fa, fa che le ginocchia cali. - Ecco l’angel di Dio: piega le mani; - omai vedrai di fatti officiali. +   gridò: ««Fa, fa che le ginocchia cali. +  Ecco l’angel di Dio: piega le mani; +  omai vedrai di fatti officiali. - Vedi che sdegna li argomenti umani, - che remo non vuol, altro velo - che l’ali sue, tra liti lontani. +  Vedi che sdegna li argomenti umani, +   che remo non vuol, altro velo +  che l’ali sue, tra liti lontani. - Vedi come l’ha dritte verso ’l cielo, - trattando l’aere con l’etterne penne, - che non si mutan come mortal pelo». +  Vedi come l’ha dritte verso ’l cielo, +  trattando l’aere con l’etterne penne, +  che non si mutan come mortal pelo». - Poi, come più e più verso noi venne - l’uccel divino, più chiaro appariva: - per che l’occhio da presso nol sostenne, +   Poi, come più e più verso noi venne +  l’uccel divino, più chiaro appariva: +  per che l’occhio da presso nol sostenne, - ma chinail giuso; e quei sen venne a riva - tanto che l’acqua nulla ne ‘nghiottiva. - Da poppa stava il celestial nocchiero, +  ma chinail giuso; e quei sen venne a riva +  tanto che l’acqua nulla ne ‘nghiottiva. +  Da poppa stava il celestial nocchiero, - tal che faria beato pur descripto; - e più di cento spirti entro sediero. - ‘In exitu Isräel de Aegypto’ +  tal che faria beato pur descripto; +  e più di cento spirti entro sediero. +  ‘In exitu Isräel de Aegypto’ - cantavan tutti insieme ad una voce - con quanto di quel salmo è poscia scripto. - Poi fece il segno lor di santa croce; +  cantavan tutti insieme ad una voce +  con quanto di quel salmo è poscia scripto. +  Poi fece il segno lor di santa croce; - ond’ ei si gittar tutti in su la piaggia: - ed el sen , come venne, veloce. - La turba che rimase , selvaggia +  ond’ ei si gittar tutti in su la piaggia: +  ed el sen , come venne, veloce. +  La turba che rimase , selvaggia - parea del loco, rimirando intorno - come colui che nove cose assaggia. - Da tutte parti saettava il giorno +  parea del loco, rimirando intorno +  come colui che nove cose assaggia. +  Da tutte parti saettava il giorno - lo sol, ch’avea con le saette conte - di mezzo ’l ciel cacciato Capricorno, - quando la nova gente alzò la fronte +  lo sol, ch’avea con le saette conte +  di mezzo ’l ciel cacciato Capricorno, +  quando la nova gente alzò la fronte - ver’ noi, dicendo a noi: «Se voi sapete, - mostratene la via di gire al monte». - E Virgilio rispuose: «Voi credete +  ver’ noi, dicendo a noi: «Se voi sapete, +  mostratene la via di gire al monte». +  E Virgilio rispuose: «Voi credete - forse che siamo esperti d’esto loco; - ma noi siam peregrin come voi siete. - Dianzi venimmo, innanzi a voi un poco, +  forse che siamo esperti d’esto loco; +  ma noi siam peregrin come voi siete. +  Dianzi venimmo, innanzi a voi un poco, - per altra via, che fu aspra e forte, - che lo salire omai ne parrà gioco». - L’anime, che si fuor di me accorte, +  per altra via, che fu aspra e forte, +  che lo salire omai ne parrà gioco». +   L’anime, che si fuor di me accorte, - per lo spirare, ch’i’ era ancor vivo, - maravigliando diventaro smorte. - E come a messagger che porta ulivo +  per lo spirare, ch’i’ era ancor vivo, +  maravigliando diventaro smorte. +  E come a messagger che porta ulivo - tragge la gente per udir novelle, - e di calcar nessun si mostra schivo, - così al viso mio s’affisar quelle +  tragge la gente per udir novelle, +  e di calcar nessun si mostra schivo, +  così al viso mio s’affisar quelle - anime fortunate tutte quante, - quasi oblïando d’ire a farsi belle. - Io vidi una di lor trarresi avante +  anime fortunate tutte quante, +  quasi oblïando d’ire a farsi belle. +  Io vidi una di lor trarresi avante - per abbracciarmi con grande affetto, - che mosse me a far lo somigliante. - Ohi ombre vane, fuor che ne l’aspetto! +  per abbracciarmi con grande affetto, +  che mosse me a far lo somigliante. +  Ohi ombre vane, fuor che ne l’aspetto! - tre volte dietro a lei le mani avvinsi, - e tante mi tornai con esse al petto. - Di maraviglia, credo, mi dipinsi; +  tre volte dietro a lei le mani avvinsi, +  e tante mi tornai con esse al petto. +  Di maraviglia, credo, mi dipinsi; - per che l’ombra sorrise e si ritrasse, - e io, seguendo lei, oltre mi pinsi. - Soavemente disse ch’io posasse; +  per che l’ombra sorrise e si ritrasse, +  e io, seguendo lei, oltre mi pinsi. +  Soavemente disse ch’io posasse; - allor conobbi chi era, e pregai - che, per parlarmi, un poco s’arrestasse. - Rispuosemi: «Così com’ io t’amai +  allor conobbi chi era, e pregai +   che, per parlarmi, un poco s’arrestasse. +   Rispuosemi: «Così com’ io t’amai - nel mortal corpo, così t’amo sciolta: - però m’arresto; ma tu perché vai?». - «Casella mio, per tornar altra volta +  nel mortal corpo, così t’amo sciolta: +  però m’arresto; ma tu perché vai?». +  «Casella mio, per tornar altra volta - dov’ io son, fo io questo vïaggio», - diss’ io; «ma a te com’ è tanta ora tolta?». - Ed elli a me: «Nessun m’è fatto oltraggio, +   dov’ io son, fo io questo vïaggio», +  diss’ io; «ma a te com’ è tanta ora tolta?». +  Ed elli a me: «Nessun m’è fatto oltraggio, - se quei che leva quando e cui li piace, - più volte m’ ha negato esto passaggio; - ché di giusto voler lo suo si face: +  se quei che leva quando e cui li piace, +  più volte m’ ha negato esto passaggio; +  ché di giusto voler lo suo si face: - veramente da tre mesi elli ha tolto - chi ha voluto intrar, con tutta pace. - Ond’ io, ch’era ora a la marina vòlto +  veramente da tre mesi elli ha tolto +  chi ha voluto intrar, con tutta pace. +  Ond’ io, ch’era ora a la marina vòlto - dove l’acqua di Tevero s’insala, - benignamente fu’ da lui ricolto. - A quella foce ha elli or dritta l’ala, +  dove l’acqua di Tevero s’insala, +  benignamente fu’ da lui ricolto. +  A quella foce ha elli or dritta l’ala, - però che sempre quivi si ricoglie - qual verso Acheronte non si cala». - E io: «Se nuova legge non ti toglie +  però che sempre quivi si ricoglie +  qual verso Acheronte non si cala». +  E io: «Se nuova legge non ti toglie - memoria o uso a l’amoroso canto - che mi solea quetar tutte mie doglie, - di ciò ti piaccia consolare alquanto +  memoria o uso a l’amoroso canto +  che mi solea quetar tutte mie doglie, +  di ciò ti piaccia consolare alquanto - l’anima mia, che, con la sua persona - venendo qui, è affannata tanto!». - ‘Amor che ne la mente mi ragiona’ +  l’anima mia, che, con la sua persona +  venendo qui, è affannata tanto!». +  ‘Amor che ne la mente mi ragiona’ - cominciò elli allor dolcemente, - che la dolcezza ancor dentro mi suona. - Lo mio maestro e io e quella gente +  cominciò elli allor dolcemente, +  che la dolcezza ancor dentro mi suona. +  Lo mio maestro e io e quella gente - ch’eran con lui parevan contenti, - come a nessun toccasse altro la mente. - Noi eravam tutti fissi e attenti +  ch’eran con lui parevan contenti, +  come a nessun toccasse altro la mente. +  Noi eravam tutti fissi e attenti - a le sue note; ed ecco il veglio onesto - gridando: «Che è ciò, spiriti lenti? - qual negligenza, quale stare è questo? +  a le sue note; ed ecco il veglio onesto +   gridando: «Che è ciò, spiriti lenti? +  qual negligenza, quale stare è questo? - Correte al monte a spogliarvi lo scoglio - ch’esser non lascia a voi Dio manifesto». - Come quando, cogliendo biado o loglio, +  Correte al monte a spogliarvi lo scoglio +  ch’esser non lascia a voi Dio manifesto». +  Come quando, cogliendo biado o loglio, - li colombi adunati a la pastura, - queti, sanza mostrar l’usato orgoglio, - se cosa appare ond’ elli abbian paura, +  li colombi adunati a la pastura, +   queti, sanza mostrar l’usato orgoglio, +  se cosa appare ond’ elli abbian paura, - subitamente lasciano star l’esca, - perch’ assaliti son da maggior cura; - così vid’ io quella masnada fresca +  subitamente lasciano star l’esca, +  perch’ assaliti son da maggior cura; +  così vid’ io quella masnada fresca - lasciar lo canto, e fuggir ver’ la costa, - com’ om che va, sa dove rïesca; - la nostra partita fu men tosta. +  lasciar lo canto, e fuggir ver’ la costa, +  com’ om che va, sa dove rïesca; +   la nostra partita fu men tosta. diff --git a/comedy-xml.d/purgatorio-xml.d/002-purgatorio-petrocchi.xml b/comedy-xml.d/purgatorio-xml.d/002-purgatorio-petrocchi.xml index 9746eb5..e158fa5 100644 --- a/comedy-xml.d/purgatorio-xml.d/002-purgatorio-petrocchi.xml +++ b/comedy-xml.d/purgatorio-xml.d/002-purgatorio-petrocchi.xml @@ -25,209 +25,209 @@ per troppa etate divenivan rance. - Noi eravam lunghesso mare ancora, - come gente che pensa a suo cammino, - che va col cuore e col corpo dimora. +  Noi eravam lunghesso mare ancora, +  come gente che pensa a suo cammino, +  che va col cuore e col corpo dimora. - Ed ecco, qual, sorpreso dal mattino, - per li grossi vapor Marte rosseggia - giù nel ponente sovra ’l suol marino, +  Ed ecco, qual, sorpreso dal mattino, +  per li grossi vapor Marte rosseggia +  giù nel ponente sovra ’l suol marino, - cotal m’apparve, s’ io ancor lo veggia, - un lume per lo mar venir ratto, - che ’l muover suo nessun volar pareggia. +  cotal m’apparve, s’ io ancor lo veggia, +  un lume per lo mar venir ratto, +  che ’l muover suo nessun volar pareggia. - Dal qual com’ io un poco ebbi ritratto - l’occhio per domandar lo duca mio, - rividil più lucente e maggior fatto. +  Dal qual com’ io un poco ebbi ritratto +  l’occhio per domandar lo duca mio, +  rividil più lucente e maggior fatto. - Poi d’ogne lato ad esso m’appario - un non sapeva che bianco, e di sotto - a poco a poco un altro a lui uscìo. +  Poi d’ogne lato ad esso m’appario +  un non sapeva che bianco, e di sotto +  a poco a poco un altro a lui uscìo. - Lo mio maestro ancor non facea motto, - mentre che i primi bianchi apparver ali; - allor che ben conobbe il galeotto, +  Lo mio maestro ancor non facea motto, +  mentre che i primi bianchi apparver ali; +  allor che ben conobbe il galeotto, - gridò: ««Fa, fa che le ginocchia cali. - Ecco l’angel di Dio: piega le mani; - omai vedrai di fatti officiali. +   gridò: ««Fa, fa che le ginocchia cali. +  Ecco l’angel di Dio: piega le mani; +  omai vedrai di fatti officiali. - Vedi che sdegna li argomenti umani, - che remo non vuol, altro velo - che l’ali sue, tra liti lontani. +  Vedi che sdegna li argomenti umani, +   che remo non vuol, altro velo +  che l’ali sue, tra liti lontani. - Vedi come l’ha dritte verso ’l cielo, - trattando l’aere con l’etterne penne, - che non si mutan come mortal pelo». +  Vedi come l’ha dritte verso ’l cielo, +  trattando l’aere con l’etterne penne, +  che non si mutan come mortal pelo». - Poi, come più e più verso noi venne - l’uccel divino, più chiaro appariva: - per che l’occhio da presso nol sostenne, +   Poi, come più e più verso noi venne +  l’uccel divino, più chiaro appariva: +  per che l’occhio da presso nol sostenne, - ma chinail giuso; e quei sen venne a riva - tanto che l’acqua nulla ne ‘nghiottiva. - Da poppa stava il celestial nocchiero, +  ma chinail giuso; e quei sen venne a riva +  tanto che l’acqua nulla ne ‘nghiottiva. +  Da poppa stava il celestial nocchiero, - tal che faria beato pur descripto; - e più di cento spirti entro sediero. - ‘In exitu Isräel de Aegypto’ +  tal che faria beato pur descripto; +  e più di cento spirti entro sediero. +  ‘In exitu Isräel de Aegypto’ - cantavan tutti insieme ad una voce - con quanto di quel salmo è poscia scripto. - Poi fece il segno lor di santa croce; +  cantavan tutti insieme ad una voce +  con quanto di quel salmo è poscia scripto. +  Poi fece il segno lor di santa croce; - ond’ ei si gittar tutti in su la piaggia: - ed el sen , come venne, veloce. - La turba che rimase , selvaggia +  ond’ ei si gittar tutti in su la piaggia: +  ed el sen , come venne, veloce. +  La turba che rimase , selvaggia - parea del loco, rimirando intorno - come colui che nove cose assaggia. - Da tutte parti saettava il giorno +  parea del loco, rimirando intorno +  come colui che nove cose assaggia. +  Da tutte parti saettava il giorno - lo sol, ch’avea con le saette conte - di mezzo ’l ciel cacciato Capricorno, - quando la nova gente alzò la fronte +  lo sol, ch’avea con le saette conte +  di mezzo ’l ciel cacciato Capricorno, +  quando la nova gente alzò la fronte - ver’ noi, dicendo a noi: «Se voi sapete, - mostratene la via di gire al monte». - E Virgilio rispuose: «Voi credete +  ver’ noi, dicendo a noi: «Se voi sapete, +  mostratene la via di gire al monte». +  E Virgilio rispuose: «Voi credete - forse che siamo esperti d’esto loco; - ma noi siam peregrin come voi siete. - Dianzi venimmo, innanzi a voi un poco, +  forse che siamo esperti d’esto loco; +  ma noi siam peregrin come voi siete. +  Dianzi venimmo, innanzi a voi un poco, - per altra via, che fu aspra e forte, - che lo salire omai ne parrà gioco». - L’anime, che si fuor di me accorte, +  per altra via, che fu aspra e forte, +  che lo salire omai ne parrà gioco». +   L’anime, che si fuor di me accorte, - per lo spirare, ch’i’ era ancor vivo, - maravigliando diventaro smorte. - E come a messagger che porta ulivo +  per lo spirare, ch’i’ era ancor vivo, +  maravigliando diventaro smorte. +  E come a messagger che porta ulivo - tragge la gente per udir novelle, - e di calcar nessun si mostra schivo, - così al viso mio s’affisar quelle +  tragge la gente per udir novelle, +  e di calcar nessun si mostra schivo, +  così al viso mio s’affisar quelle - anime fortunate tutte quante, - quasi oblïando d’ire a farsi belle. - Io vidi una di lor trarresi avante +  anime fortunate tutte quante, +  quasi oblïando d’ire a farsi belle. +  Io vidi una di lor trarresi avante - per abbracciarmi con grande affetto, - che mosse me a far lo somigliante. - Ohi ombre vane, fuor che ne l’aspetto! +  per abbracciarmi con grande affetto, +  che mosse me a far lo somigliante. +  Ohi ombre vane, fuor che ne l’aspetto! - tre volte dietro a lei le mani avvinsi, - e tante mi tornai con esse al petto. - Di maraviglia, credo, mi dipinsi; +  tre volte dietro a lei le mani avvinsi, +  e tante mi tornai con esse al petto. +  Di maraviglia, credo, mi dipinsi; - per che l’ombra sorrise e si ritrasse, - e io, seguendo lei, oltre mi pinsi. - Soavemente disse ch’io posasse; +  per che l’ombra sorrise e si ritrasse, +  e io, seguendo lei, oltre mi pinsi. +  Soavemente disse ch’io posasse; - allor conobbi chi era, e pregai - che, per parlarmi, un poco s’arrestasse. - Rispuosemi: «Così com’ io t’amai +  allor conobbi chi era, e pregai +   che, per parlarmi, un poco s’arrestasse. +   Rispuosemi: «Così com’ io t’amai - nel mortal corpo, così t’amo sciolta: - però m’arresto; ma tu perché vai?». - «Casella mio, per tornar altra volta +  nel mortal corpo, così t’amo sciolta: +  però m’arresto; ma tu perché vai?». +  «Casella mio, per tornar altra volta - dov’ io son, fo io questo vïaggio», - diss’ io; «ma a te com’ è tanta ora tolta?». - Ed elli a me: «Nessun m’è fatto oltraggio, +   dov’ io son, fo io questo vïaggio», +  diss’ io; «ma a te com’ è tanta ora tolta?». +  Ed elli a me: «Nessun m’è fatto oltraggio, - se quei che leva quando e cui li piace, - più volte m’ ha negato esto passaggio; - ché di giusto voler lo suo si face: +  se quei che leva quando e cui li piace, +  più volte m’ ha negato esto passaggio; +  ché di giusto voler lo suo si face: - veramente da tre mesi elli ha tolto - chi ha voluto intrar, con tutta pace. - Ond’ io, ch’era ora a la marina vòlto +  veramente da tre mesi elli ha tolto +  chi ha voluto intrar, con tutta pace. +  Ond’ io, ch’era ora a la marina vòlto - dove l’acqua di Tevero s’insala, - benignamente fu’ da lui ricolto. - A quella foce ha elli or dritta l’ala, +  dove l’acqua di Tevero s’insala, +  benignamente fu’ da lui ricolto. +  A quella foce ha elli or dritta l’ala, - però che sempre quivi si ricoglie - qual verso Acheronte non si cala». - E io: «Se nuova legge non ti toglie +  però che sempre quivi si ricoglie +  qual verso Acheronte non si cala». +  E io: «Se nuova legge non ti toglie - memoria o uso a l’amoroso canto - che mi solea quetar tutte mie doglie, - di ciò ti piaccia consolare alquanto +  memoria o uso a l’amoroso canto +  che mi solea quetar tutte mie doglie, +  di ciò ti piaccia consolare alquanto - l’anima mia, che, con la sua persona - venendo qui, è affannata tanto!». - ‘Amor che ne la mente mi ragiona’ +  l’anima mia, che, con la sua persona +  venendo qui, è affannata tanto!». +  ‘Amor che ne la mente mi ragiona’ - cominciò elli allor dolcemente, - che la dolcezza ancor dentro mi suona. - Lo mio maestro e io e quella gente +  cominciò elli allor dolcemente, +  che la dolcezza ancor dentro mi suona. +  Lo mio maestro e io e quella gente - ch’eran con lui parevan contenti, - come a nessun toccasse altro la mente. - Noi eravam tutti fissi e attenti +  ch’eran con lui parevan contenti, +  come a nessun toccasse altro la mente. +  Noi eravam tutti fissi e attenti - a le sue note; ed ecco il veglio onesto - gridando: «Che è ciò, spiriti lenti? - qual negligenza, quale stare è questo? +  a le sue note; ed ecco il veglio onesto +   gridando: «Che è ciò, spiriti lenti? +  qual negligenza, quale stare è questo? - Correte al monte a spogliarvi lo scoglio - ch’esser non lascia a voi Dio manifesto». - Come quando, cogliendo biado o loglio, +  Correte al monte a spogliarvi lo scoglio +  ch’esser non lascia a voi Dio manifesto». +  Come quando, cogliendo biado o loglio, - li colombi adunati a la pastura, - queti, sanza mostrar l’usato orgoglio, - se cosa appare ond’ elli abbian paura, +  li colombi adunati a la pastura, +   queti, sanza mostrar l’usato orgoglio, +  se cosa appare ond’ elli abbian paura, - subitamente lasciano star l’esca, - perch’ assaliti son da maggior cura; - così vid’ io quella masnada fresca +  subitamente lasciano star l’esca, +  perch’ assaliti son da maggior cura; +  così vid’ io quella masnada fresca - lasciar lo canto, e fuggir ver’ la costa, - com’ om che va, sa dove rïesca; - la nostra partita fu men tosta. +  lasciar lo canto, e fuggir ver’ la costa, +  com’ om che va, sa dove rïesca; +   la nostra partita fu men tosta.